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Concessioni balneari e periodo transitorio: su cosa sta lavorando il Governo

Quali sono le novità sulla riforma delle concessioni balneari?

Durante un convegno a Riccione, il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha rilasciato delle dichiarazioni in merito alla situazione attuale. Le sue parole sono chiare e ci fanno capire che molto probabilmente i tempi della riforma si allungheranno.

Diventa sempre più concreta la possibilità di un periodo transitorio per la riforma delle concessioni balneari. Di cosa si tratta e cosa dovrebbe accadere in questo periodo?

Periodo transitorio: le ultime informazioni sulla riforma delle concessioni balneari

Stando alle ultime dichiarazioni del Ministro Garavaglia è impossibile effettuare le prime gare per le concessioni balneari entro un anno. Ed è per questo motivo che il Governo sta cercando di trovare una soluzione che sia in grado di conciliare anche quelle che sono le esigenze dei balneari.

Il cosiddetto periodo transitorio di cui si parla in questi giorni dovrebbe durare fino al 31 Dicembre 2025, data termine a cui seguirebbe la riassegnazione delle concessioni balneari tramite gare pubbliche.

Entro fine anno, così come sottolineato dal Ministro durante il suo ultimo intervento pubblico in materia, verranno scritti di decreti ma è impossibile dare un “solo anno per completare le procedure, in tutti i Comuni italiani, relative alle manifestazioni di interesse per le concessioni balneari”.

Per questo è necessario, sempre in base a quelle che sono le dichiarazioni di Garavaglia, un periodo transitorio di due anni. Naturalmente il tutto si deve pensare come una modifica al decreto concorrenza, ma al momento non sembrano esserci difficoltà nel realizzarla.

Altro argomento di cui si è discusso è quello degli indennizzi per il valore aziendale delle imprese. 

I possibili scenari futuri

Come detto viene richiesta una correzione del decreto concorrenza e, sebbene il Ministro abbia già assicurato che questa non dovrebbe incontrare opposizioni, la reazione della Commissione Europea potrebbe non essere positiva.

Per capire il perché è necessario fare qualche passo indietro in un passato non troppo remoto per analizzare quelle che sono le posizioni europee a riguardo. Sappiamo che da anni la Commissione Europea si batte contro quello che definisce l’immobilismo europeo sul tema della riforma delle concessioni balneari.

Sebbene si sia provato a prorogare al 2033 le concessioni balneari, il Consiglio di Stato ha prontamente annullato la decisione poiché ritenuta in aperto conflitto con la ormai famosissima Direttiva Bolkestein e con il diritto europeo. Sono infatti vietate le proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni pubbliche e questo vale anche per le spiagge.

A questo punto il Governo ha iniziato a lavorare in maniera più concreta sulla riforma, onde evitare la decadenza di tutti i titoli in essere. Ecco, quindi, che si è ritenuto possibile permettere ai balneari di mantenere le loro concessioni fino al 31 Dicembre 2023.

Questo termine, però, ora sembra vacillare. La decisione del Consiglio dei Ministri di introdurre le gare pubbliche dal 1 Gennaio 2024 è stata presa durante il mese di Febbraio 2022 con l’approvazione di un nuovo emendamento al disegno di legge sulla concorrenza. Ma da quel momento un grande ostacolo si è palesato dinanzi al cammino.

Comuni e Regioni hanno, infatti, criticato la scelta sottolineando che il lasso di tempo messo a disposizione è troppo breve e le procedure da mettere a punto troppo lunghe e complesse. Per questo motivo al momento si è in procinto di trovare una soluzione per venire incontro anche a queste esigenze.

Per questo motivo si sta ragionando sul periodo transitorio e sembra che il Governo sia intensionato a trattare con l’Unione Europea per chiedere una proroga in tal senso, al fine di venire incontro a Comuni e Regioni. Questo passaggio sarebbe fondamentale, perché sappiamo che la Corte di Giustizia Europea ha già annunciato che non è possibile una proroga automatica delle tempistiche.

Riforma concessioni balneari e indennizzi

Si parla anche degli indennizzi, così come dichiarato anche dal Ministro nel suo intervento. Cosa sappiamo in merito? La X commissione del Senato è attualmenta al lavoro. Oltre al DDL Concorrenza si dovrebbe occupare anche degli indennizzi.

La voce dei balneari in tal senso è chiara. Dopo la prima proroga delle concessioni al 2033 c’è chi ha investito con in mente quella data e ora chiede di ottenere degli indennizzi per l’eventuale perdita delle concessioni.

Si parla del possibile riconoscimento del valore aziendale dell’impresa privata. Ed è su questo che si sta lavorando alacremente anche perché non si tratta di una cosa semplice. Non solo. Ricordiamo che la Commissione Europea ha già espresso il suo parere negativo sugli indennizzi poiché considerati un vantaggio per i concessionari uscenti e questo potrebbe essere un serio problema.

Non resta che attendere nuovi sviluppi.

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