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I costi di uno stabilimento balneare: una panoramica

Quali sono i costi di uno stabilimento balneare? Negli ultimi mesi questo è un argomento che suscita una grande curiosità, soprattutto in previsione di quella che sarà la riforma delle concessioni balneari

Il tema dei costi di gestione di uno stabilimento balneare porta con sé un po’ di falsi miti da sfatare. Facciamolo insieme.

Quali sono i costi di uno stabilimento balneare

Sappiamo bene che quando si parla del business collegato agli stabilimenti balneari si tende a pensare immediatamente agli introiti senza badare alle spese. Eppure queste ci sono e con esse devono fare i conti gli imprenditori che decidono di aprirne uno (qui i nostri consigli su come fare ad aprire uno stabilimento balneare).

La prima cosa da ricordare è che la scadenza delle concessioni balneari è il 31 Dicembre 2023. Fino a quel momento tutte quelle che sono le concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative in essere continuaneranno a essere efficaci, mentre dopo verranno riassegnate con degli specifici bandi.

Il primo step è, quindi, quello di ottenere una concessione balneare. Dopo l’ottenimento della stessa si dovrà procedere con la richiesta dell’autorizzazione unica ambientale che deve essere avanzata al SUAP. 

Naturalnente sarà necessario operare anche sul piano fiscale con l’apertura della Partita IVA e con l’iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio di riferimento. Ci saranno, poi, gli obblighi con la ASL che dovrà controllare che sia tutto in regola e si dovrà pensare alla formazione del personale.

Accanto a tutto questo ci sono le spese per la gestione di uno stabilimento balneare. Quali? Ecco una panoramica da tenere sempre a mente.

Iniziamo con il dire che sebbene ci siano degli introiti di certo consistenti le spese e i costi da sostenere non possono essere sottovalutati, poiché si tratta di cifre notevoli. Prima di decidere di aprire uno stabilimento balneare si dovrebbe sempre stilare un business plan così da poter valutare l’investimento necessario.

A tal proposito, ad esempio, è utile sapere che il costo annuo della concessione balneare non è mai inferiore ai 2500 euro. In alcuni casi si parla di cifre ben più consistenti e su questo punto è bene informarsi in largo anticipo.

Naturalmente anche tutti i passaggi sopra indicati hanno un costo. Ad esempio, per il rilascio dell’autorizzazione unica ambientale si necessita del pagamento dei diritti comunali. In questo caso non possiamo dare delle cifre specifiche, poiché ogni comune può avere un suo onorario.

Bisogna mettere in conto i costi di apertura della Partita IVA, anche in questo caso variabili, e quelli per l’iscrizione al registro delle imprese. Ricordiamo poi che nel caso delle spiagge attrezzate e degli stabilimenti balneari si deve pagare l’IVA al 22% e anche questo è un costo da prendere in considerazione.

Gli altri costi per la gestione di uno stabilimento balneare

Quando si parla dei costi di uno stabilimento balneare è necessario parlare anche di tassazione. Oltre alle tasse e all’IVA, si dovrà pagare anche l’IMU, la tassa sui rifiuti e le varie tasse locali. Dobbiamo ricordare, infatti, che su quelli che sono i vari canoni demaniali si pagano delle imposte sia locali che regopnali che aumentano anche del 100% la somma pagata. Tutte voci di bilancio che possono fare la differenza.

Volendo entrare nel dettaglio, bisogna ricordare che le tasse sui rifiuti degli stabilimenti balneari sono abbastanza elevate. La TARI, infatti, viene applicata su tutta la spazzatura prodotta sulla superficie della spiaggia occupata e anche su quella che viene prodotta dai bagnanti. Non solo. Bisogna anche ricordare che questa tassa viene calcolata su base annua, mentre gli stabilimenti sono aperti pochi mesi all’anno.

Questa è solo una delle voci di spesa da tenere in conto. Ce ne sono molte altre. Parlando di spese non ci si può dimenticare degli stipendi dei lavoratori che vengono assunti nello stabilimento e che devono anche essere formati.

Ci sono, poi, tutti i costi legati alla manutenzione dello stabilimento balneare, alla pulizia della spiaggia e al continuo miglioramento delle infrastrutture.

Anche in questo caso parliamo di cifre variabili che possono essere ottimizzate, ad esempio, acquistando lettini e ombrelloni usati ma in buone condizioni o selezionando con attenzione i fornitori dei servizi necessari per la manutenzione e per la pulizia della spiaggia.

Sebbene, come detto, si parli di costi variabili è utile sottolienare che si tratta pur sempre di somme che devono essere investite. Come sempre, quando si parla di business si parla anche di investimenti di capitali che non possono e non devono essere sottovalutati.

Quindi, se da un lato ci sono i guadagni di uno stabilimento balneare dall’altro ci sono le spese da sostenere. I due aspetti si devono equilibrare per avere un business in salute. Solo in questo modo si potrà ottenere un reale profitto.

Come detto, la soluzione migliore per valutare i costi di uno stabilimento balneari e per avere una proiezione dei possibili guadagni è necessario stilare un business plan. Con l’aiuto di un bravo commercialista, fedele alleato in questa avventura, si potrà ottenere il massimo con la consapevolezza di quanto si andrà a spendere e di quanto si potrà incassare ogni anno.

Questi sono i costi di uno stabilimento balneare che vale la pena prendere in considerazione prima di lanciarsi in questa nuova avventura che, tuttavia, è sempre molto amata soprattutto in Italia.

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